Mondiale MX1/MX2
Mercato piloti: Ken Roczen in KTM?
Mondiale MX1/MX2
Mercato piloti: Ken Roczen in KTM?
Europeo Motocross EMX2 - Svizzera
Gara a Samuel Zeni, titolo a Steven Lenoir
Mondiale MX3 - Svizzera
Titolo 2010 a Carlos Campano
AMA Pro Motocross Championship - Steel City
Vittoria per l'inossidabile Kevin Windham
Campionato Italiano Motocross - Cingoli
Vittorie a Beggi (MX1) e Del Segato (MX2)
Mondiale Enduro - GP Turchia
David Knight Campione del Mondo della E3
Mondiale MX1/MX2 - GP Benelux
Musquin Campione del mondo MX2. Cairoli trionfa ...
Internazionali d'Italia Supermoto - Latina
Ritorno alla vittoria per Tierry Van Den ...
Triumph Adventure 2011
Terzo video e nuovi particolari
Nicky Hayden va forte anche nel Dirt Track
La prova in occasione del GP di ...
La YZ-F a carburatore lancia la sfida alle rivali con l'iniezione. Costa 8.390 euro
Per Yamaha, il 2010 è stato l'anno della svolta. Accanto alla rivoluzionaria YZ 450F è arrivata anche la nuova YZ 250F, meno "controcorrente", ma terribilmente efficace.
L'estetica della "piccola" di Iwata lascia a bocca aperta e si capisce subito come si sia lavorato
parecchio per trovare una perfetta armonia
generale. Il disegno delle plastiche
è molto originale e rende questa moto
snella e sobria. Solo l'ancoraggio sella-serbatoio
sembra un filo largo, ma, una volta
seduti, non si avverte quest'ingombro laterale.
Azzeccate anche le distanze con le
pedane e con il manubrio (il classico Pro
Taper senza traversino che contraddistingue
le Yamaha).
Una prima novità subito
visibile a occhio nudo è proprio la piastra
superiore, dotata di una doppia possibilità
di fissaggio per i cavallotti del manubrio.
Ruotandoli si ottengono quattro diverse
regolazioni, che permettono a tutti di trovare
la posizione ideale.
Ma la grande novità riguarda il telaio.
Anche Yamaha, alla fine, si è dovuta arrendere
e affidarsi, come tutte le giapponesi,
a un perimetrale bilaterale, ovvero
con il cannotto che si divide in due tronconi.
Alla vista appare molto sottile e dà
una sensazione di leggerezza a tutta la
moto.
Per proseguire con le differenze
a livello ciclistico, bisogna ricordare che
c'è una diversa taratura della forcella
Kayaba da 48 mm, dotata di un nuovo
trattamento superficiale sugli steli. Il
monoammortizzatore è posizionato più
in basso e questa soluzione ha garantito
uno spazio maggiore alla scatola filtro,
rivista e ridisegnata.
Si è intervenuti anche sul motore, il
noto bialbero, per cercare di rendere più
corposa la risposta ai bassi. Innanzitutto
è stato rivisto il condotto di scarico
della testa, mentre gli alberi a camme
hanno una diversa fasatura. Anche le
sedi valvole, che sono rimaste cinque
(la 450 è passata alle quattro!), hanno
subito delle modifiche. Nuove le molle
valvola, più leggere e di minor carico.
Niente iniezione, si è rimasti fedeli al
carburatore (con nuove tarature e pompa
di ripresa), che lavora abbinato a un
condotto della scatola filtro con una
forma più piccola e allungata.
Il gruppo
frizione è stato rivisto sia all'interno, sia
nel fulcro dove si aggancia il cavo, così
da ottenere un diverso tiraggio. In effetti,
al tatto, la leva rimane molto morbida. Il
cambio vede una modifica nella rapportatura,
con terza e quarta più lunghe.
Tutto
nuovo lo scarico, mentre la centralina
è stata rimappata, così da adeguarsi ai
vari interventi sul propulsore.
Abbiamo provato la YZ 250F sul circuito di Cadrezzate (VA).
I primi giri di pista confermano
che gli interventi sul motore
hanno raggiunto il loro scopo: la moto ai
bassi spinge davvero molto forte e si riesce
a uscire dalle sponde di sabbia con
grande facilità. Curvando in seconda,
però, si rischia di ritrovarsi troppo presto
a dover cambiare rapporto. Allora è preferibile
usare la terza e aiutarsi, quando
necessario, con la frizione.
Il motore prende i giri veloce, grazie
anche a una carburazione molto a
punto, che in fase di rilascio tende a
far scoppiettare leggermente la moto.
Però, arrivati vicino al limitatore, l'allungo
non è irresistibile, o meglio, la curva
di potenza non continua a crescere al
pari dei giri del motore. Così si sente
urlare questo duemmezzo, ma non si fa
troppa strada ed è preferibile passare al
rapporto successivo. Il cambio marcia è
buono e anche nelle situazioni più difficili,
come per esempio in salita, si puòcontare su una discreta coppia, che permette
di utilizzare il motore senza impiccarlo
troppo.
In definitiva, questo 250 a carburatore
dice la sua. Ha fatto un gran passo avanti
rispetto al 2009 e potrebbe mettere i
bastoni fra le ruote alle debuttanti con
l'iniezione.
Molto interessante il confronto con la '09, che avevamo "bancato" sul numero 10
di XOffRoad (Ottobre 2008). La potenza max alla ruota è ora di 33,96 a 11.000 giri,
contro i precedenti 33,10 a 11.500 giri. La YZ-F gira un filo meno in alto, quindi, ma
con molta più schiena ai bassi. Sembra un altro motore. Non a caso la coppia max
della '10 (26,13 Nm a 7.200 giri) è ottenuta a un regime di gran lunga inferiore della
'09 (26,5 Nm a 8.500 giri). Significativa la riduzione di peso (in ordine di marcia,
quindi con tutti i liquidi ma senza benzina): la nuova moto è scesa a 97,7 kg
Nonostante la YZ 250F sia parecchio
cambiata, la parte ciclistica non riserva
sorprese a chi era già abituato a guidare
Yamaha. Il nuovo telaio ha mantenuto
intatte le caratteristiche di stabilità sul
veloce e la forcella ha migliorato l'affondamento
sulle grosse buche prese ad
alte velocità.
Nel complesso, la YZ-F è molto ben
bilanciata, permette di osare in staccata
e nei punti in cui le velocità sono alte.
Idem sui salti: in aria si riesce a giocare
in tutta tranquillità, in quanto risulta leggera
e prevedibile nelle reazioni.
Nel misto stretto, invece, c'è qualche
piccola esitazione, soprattutto a centro
curva, dove si ha la sensazione che
questa moto faccia fatica a mantenere
la piega. L'ingresso è lineare e semplice,
ma poi bisogna intervenire con più decisione
nel seguire la traiettoria da percorrere,
altrimenti il rischio è di rialzarsi
e andare larghi. Nelle piccole buchette
ravvicinate, prese a bassa velocità, la
forcella sembra battere leggermente
sulle braccia, ma, visto che la moto ha
solo un'ora di vita, forse necessita di un
tempo maggiore per rodarsi. Il mono lavora
bene in trazione e, spingendo con
forza sulle pedane, ci si garantisce una
buona motricità.
Il reparto sospensioni, nel complesso,
risulta bilanciato e solo negli atterraggi
più duri avrei preferito una taratura più
rigida, ma si sa che una moto standard
va poi personalizzata. A mio avviso, per
un'utenza media non dovrebbero essere
necessari interventi di rilievo.
Il freno anteriore risulta ben gestibile e
nella norma come potenza, mentre il posteriore
tende a bloccare leggermente la
ruota. Forse pecca un pochino di modulabilità
e richiede grande sensibilità del
pilota per gestire al meglio la frenata.
La YZ 250F, quindi, si candida tra le
protagoniste della MX2 e della stagione
di vendite 2010. Purtroppo, l'esborso è
salito parecchio, siamo a quota 8.390
euro. Per ora, visto che non tutte le concorrenti
hanno ancora definito i prezzi, è
la più cara delle 250 4T.
Due le colorazioni disponibili, blu e
bianca.
Uno sguardo agli accessori: tra
gli altri, Yamaha propone la piastra paramotore,
le protezioni per il telaio e per i
radiatori. Tutti in alluminio.
| Contatti
| Usato Motonline
| cheAuto
| Annunci Cheauto
| Auto Usate Car4you
| eBay Moto
| Calendari
|
| Edidomus
| Motonline
| Quattroruote
| Quattroruote Professional
| Ruoteclassiche
| Tuttotrasporti
| Quattroruotine
| Domusweb |
| Cucchiaio d'Argento
| Ed Store
| GuidaSicura
| Preventivo assicurazione auto |
Editoriale Domus SpA Via G. Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano (Mi) - Codice fiscale, partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n. 07835550158
R.E.A. di Milano n. 1186124 - Capitale sociale versato € 8.000.000,00 - Tutti i diritti riservati - All rights reserved
VUOI MANDARE IL TUO COMMENTO REGISTRATI E FAI LOGIN!